La cosa più entusiasmante del mio lavoro è la possibilità di viaggiare e parlare Inglese quasi costantemente. Viaggiare per lavoro non è sempre divertente, soprattutto se si torna spesso nella stessa città, ma tra un aereo e un autobus, fra un treno e un Uber, ci possono essere momenti anche molto genuini di unione con la vera “essenza” della città.

Chi ha viaggiato, anche solo per turismo, in una grande metropoli anglofona, sa che ci sono luoghi nella giungla di cemento e acciaio che colpiscono per il brulicare dell’umanità che li visita, un umanità frenetica, dentro e fuori dalle porte automatiche di un palazzo, di un fast food, di un centro commerciale. Poi ci sono luoghi che affascinano per la serenità e la pace che offrono, come i meadows dell’Hampshire o i parchi di Cambridge al tramonto.

La mia esperienza a Cape Town, città madre del Sudafrica e patria di uomini coraggiosi e rivoluzionari come Nelson Mandela e Steve Biko, è stata caratterizzata da due forze contrastanti, un costante senso di unione con l’essenza del luogo (la Table Mountain e il Lion’s Head si “sentono” come poli magnetici) e la triste consapevolezza che la moderna società capetoniana è ancora in parte divisiva.

Voli, visti, assicurazione…

Dall’Italia si vola tipicamente a Parigi o in Svizzera, per poi imbarcarsi su un volo diretto per Cape Town International, circa 12 ore. Io ho volato con Air France, ho speso poco (circa 700€ andata e ritorno). Il consiglio è di partire possibilmente verso le 23/24, in modo da arrivare a destinazione alle 11/12 del giorno dopo, il Sahara è meraviglioso, ma per 7 delle 12 ore non vedreste che dune di sabbia.

All’arrivo in aeroporto vi verrà timbrato il passaporto, il Visto non serve, questo timbro vale come visto turistico per 90 giorni (3 mesi), prolungabile eventualmente fino a 180 giorni per chi vuole stare 6 mesi in Sudafrica. Ovviamente bisogna avere l’accortezza di avere il passaporto con qualche pagina libera e in corso di validità, con scadenza almeno 6 mesi o più dopo la data desiderata di ingresso nel paese.

Attenzione, in Sudafrica non siete assicurati in caso di incidenti o malattie, non ci sono convenzioni con l’Europa, quindi è obbligatorio avere un’assicurazione sanitaria privata, io vi consiglio WorldNomads, ma se seguite un corso di Inglese a Cape Town la scuola prevede già un’assicurazione per il periodo di corso, costa poco ed è la pluri-premiata Guard.me.

Un minimo di storia sudafricana

Quando arriverai a scuola, l’insegnante che terrà l’ induction – ovvero l’introduzione – ti chiederà: perché hai scelto Cape Town? La risposta sarà probabilmente, perché è una meta esotica ed economica. Tipico, normale.

L’insegnante prenderà la palla al balzo per spiegarti in pochi minuti come 600 anni di oppressione, sfruttamento dei Khoikhoi, segregazione razziale, colonialismo e Apartheid abbiano generato una società ricca di forza d’animo, orgogliosa, ma anche zoppa e classista, estremamente disuguale, nella quale i bianchi sudafricani discendenti di Inglesi e Olandesi vivono in stile di vita “Europeo” in aree protette, agiate, con servizi di prim’ordine… e con il filo di ferro elettrificato attorno a casa.

Noterai presto che, mentre i neri servono ai ristoranti del centro città, pagati la metà rispetto ai pochissimi camerieri bianchi, i bianchi si godono un ottimo Chardonnay di Stellenbosch e trattano di business, rentals e voli intercontinentali.

Una nota: se proprio volete bere senza alimentare lo sfruttamento, scegliete di bere vini di Groot Constantia. Groot Constantia assume e divide i profitti con i locals.

Il Sudafrica mi ha insegnato che è inutile imparare a comunicare, se lo scopo della comunicazione deve essere la divisione.

L’Inglese sudafricano

L’Inglese parlato in Sudafrica ha un accento molto particolare, chiedete a qualsiasi madrelingua inglese Britannico, Americano, Canadese o Australiano, vi diranno che è il peggior accento al mondo! Io personalmente non l’ho trovato particolarmente arduo da comprendere, nemmeno per la strada.

Altra cosa sono invece le parole Olandesi o Afrikaans entrate nel lessico quotidiano anche degli anglofoni locali. Bisogna fare l’orecchio per termini come Braai (grill), Biltong (carne secca) se si vuole fare amicizia con i locals, altrimenti non ci sarà verso.

Il Corso di Inglese a Cape Town

Il corso di Inglese si tiene nella cosiddetta “City Bowl”, la zona più ricca e sicura della “city”, la scuola è attorniata da palazzi di vetro di banche e multinazionali, a pochi minuti a piedi dall’incredibile e sfavillante V&A Waterfront (lo sbocco portuale di CT sull’oceano Atlantico).

I corsi proposti sono i classici Inglese Generale, inglese Intensivo, Inglese per il Lavoro, lezioni One to One e il nuovo corso Inglese in the City, consigliatissimo. Per info e prezzi dei corsi di Inglese a Cape Town vai su Full-immersion.

English in the City comprende uscite in città visite a musei – uno fra tanti, lo straordinario “Heart Of Cape Town Museum” dove è possibile assistere ad una vera e propria ricostruzione narrata della prima operazione al mondo di trapianto di cuore.

Tutti i corsi sono suddivisi per livello linguistico, quindi se hai un livello alto studierai in classe con altri studenti dello stesso livello, se hai un livello basso sarai con studenti con un livello basso.

Gli insegnanti di Inglese sudafricani

Gli insegnanti sono tutti sudafricani, bianchi, neri e “coloured”, molti sono figli dell’Apartheid, e hanno tante storie da raccontare, approfittane per fare una chiacchierata durante il tempo libero, sono tutti molto gentili e saranno piacevolmente sorpresi se chiederai loro di raccontarti qualche aneddoto personale dei tempi passati.

La scuola è uno dei luoghi di Cape Town in cui l’integrazione ha avuto maggior successo. Durante l’intero corso non ho mai avuto la sensazione che qualcuno fosse più o meno considerato o importante di un altro.

Famiglie ospitanti a Bo-Kaap

Cape Town ospita una delle più nutrite comunità musulmane del Sudafrica, concentrata soprattutto nella iper-fotografata, iper-instagrammata e coloratissima area di Bo-kaap, situata sulle pendici di Signal Hill, il rilievo dominante sul centro cittadino, all’interno del City Bowl. A Bo-kaap si trova la storica moschea Nurul Islam, edificata nel 1844.

La gran parte delle famiglie ospitanti che collaborano con la scuola si trovano proprio a Bo-Kaap, e sono famiglie musulmane di ceto medio. Gli studenti che ho conosciuto a scuola che sono stati ospitati da queste famiglie erano particolarmente entusiasti della premura e della gentilezza delle famiglie.

Ovviamente bisogna avere un palato flessibile, il cibo non sarà quello a cui siamo abituati nell’amata Italia, ma chi ha curiosità sarà appagato.

Per info sui pacchetti completi di corso di Inglese e alloggio a Cape Town vedi questa pagina.

Esplorare il Sudafrica in sicurezza

La scuola offre un mondo di opportunità di visite e gite organizzate, anche per più giorni, da un weekend a 5/7 giorni lungo la Garden Route, verso Port Elizabeth.

Io ho avuto la fortuna di partecipare ad una di queste esperienze, volevo fortemente visitare altre parti del paese. È stata un’esperienza incredibile, tra safari, immersioni nelle acque temperate dell’Oceano Indiano e in quelle gelide dell’Atlantico, speleologia nelle Cango Caves, visite ad allevamenti di struzzi, bungee jumping dal ponte più alto del mondo e una passeggiata all’alba con gli elefanti… ma questo richiede un post a parte.

Se scegliete il Sudafrica per studiare Inglese, tenetevi liberi per una settimana in più, una gita di 5/7 giorni è d’obbligo, e la scuola può aiutarvi ad organizzarla tramite i mitici HotSpots2c, assieme ai nuovi compagni di corso!

Buona avventura!